Skip links

Il vino, tra storia e leggenda: L’Italia

Parlare dell’Italia e dei suoi vini, significa, prima di tutto, intraprendere un lungo viaggio ricco di storia, cultura, uve (tantissime uve), millenarie tradizioni e una vastità di tipologie di vino come non si trova in nessun altro paese del mondo. Dalle Alpi fino alla Sicilia, in mezzo alle dolci colline della Franciacorta, è praticamente impossibile non scorgere, praticamente ovunque, la presenza della vite. Vedere questa sconfinata distesa di viti, fa inevitabilmente tornare in mente il nome con cui gli antichi greci chiamavano l’Italia, “Enotria Tellus”, vale a dire “il paese delle viti sostenute da pali”, segno che la vite e il vino erano già ben presenti in Italia sin dai tempi della colonizzazione greca.

Durante l’età feudale furono introdotte diverse innovazioni: i vigneti ebbero un’estensione più limitata per essere recintati, in modo da evitare devastazioni da parte di animali o persone,le viti venivano potate corte e coltivate con il metodo ad alberello, tanto da apparire come veri e propri giardini; il vignaiolo si dovette quindi specializzare nelle diverse operazioni, e venne considerato un esperto sui terreni e sulle caratteristiche della vigna. A tal proposito si può ricordare il “De vitibus et vincis et cultu carum, ac natura et utilitate fructus ipsarum” di De Crescenzi: si tratta di un manuale che descrive le condizioni ottimali per la crescita della vite: i terreni devono essere vergini o al massimo argillosi, la temperatura deve essere calda, i tralci da tagliare devono essere scelti tra quelli della parte mezzana della pianta perché sono più fecondi, le piantine non devono essere troppo vicine perché potrebbero danneggiarsi.

A vedere l’enorme vastità di varietà e quantità di uve presente nel territorio, in Italia si contano più di 300 specie di uve diverse; sembra proprio che Madre Natura sia stata particolarmente generosa e abbia eletto l’Italia come paese del vino e dell’uva. Purtroppo, la ricchezza ampelografica dell’Italia non sembra riscuotere l’attenzione che meriterebbe da parte dei produttori locali, che spesso ignorano questa straordinaria risorsa e che solo in questo paese troviamo. Probabilmente, il fascino, l’immediatezza è la facilità con cui si possono vendere e consumare vini prodotti con le uve cosiddette “internazionali”, fanno passare in secondo piano, sia da parte dei produttori che dei consumatori, quei vini prodotti con uve locali che, probabilmente, si ritengono minori e poco attraenti ma che, senza ombra di dubbio, producono vini di una piacevolezza e qualità di sicuro interesse.

Alla prossima e…salute!!

Lo sapevate che in epoca pre-romana, in Calabria venne costruito un vero e proprio enodotto, cioè un condotto di argilla che convogliava il vino nella zona portuale dove veniva raccolto in enormi anfore e poi imbarcato?

Join the Discussion

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.