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Il Vino: I vitigni autoctoni

Autoctoni sono considerati quei vitigni che da secoli sono allevati in un determinato territorio contribuendo a farne la storia; pertanto, hanno un legame “storico” con quel territorio, nel quale raggiungono la migliore espressione. Si tratta di vitigni giunti in epoca remota, che si sono progressivamente acclimatati sviluppando caratteristiche varietali uniche, irripetibili, riconoscibili.

La legge n.82 del 20 febbraio 2006 «Disposizioni per la Organizzazione Comune del Mercato del vino» attribuisce alle Regioni il compito di accertare la coltivazione di vitigni autoctoni italiani sul territorio di competenza e di verificarne la permanenza della coltivazione per un periodo di almeno cinquanta anni, la diffusione sul territorio, il nome, la descrizione ampelografica e le caratteristiche agronomiche.

La storia dei vitigni autoctoni non è da ricercarsi negli annali di enti statali o di realtà internazionali, bensì nella tradizione e nella cultura regionale (a volte addirittura provinciale o comunale), che da sempre ne dettano le caratteristiche agricole e lavorative; è di facile intuizione l’utilizzo degli stessi vitigni nelle suddette zone per motivi puramente logistici (“c’è, perché non usarlo?”), ma negli ultimi anni si ricercano con maggiore cura ed attenzione gli esemplari migliori di ciascuna specie, al fine di ottenere un risultato qualitativamente, ma anche tradizionalmente, legato alla terra di produzione, in parte per esprimere a pieno le potenzialità del territorio, in parte per salvaguardare il mercato interno dalle “invasioni” dei vini extraterritoriali.

In Italia esistono circa 350 vitigni autoctoni, con maggior concentrazione in Veneto e Piemonte, nota distintiva di due territori che in Italia hanno fatto la storia del vino; senza dubbio i più famosi vitigni autoctoni italiani sono: Ortrugo (Emilia Romagna), Refosco nostrano (Friuli), Vernaccia Nera (Marche), Brachetto (Piemonte), Damaschino (Sicilia), Lagrein (Trentino e Veneto).

Alla prossima e…salute!!

Lo sapevate che il Versoaln è il vitigno più antico d’Italia, situato in Alto Adige, con il quale si produce ancora vino, nonostante i suoi 350 anni di età?

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